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Il tabù della sofferenza nella danza comincia a cadere

10-Dec-2014
Il tabù della sofferenza nella danza comincia a cadere

Quest’estate, il nuovo direttore della danza dell’Opéra di Parigi Benjamin Millepied ha fatto sostituire tutti i pavimenti per la danza per prevenire le lesioni in seno al corpo di ballo: un segnale tra tanti altri che le cose cambiano, in un mondo ritenuto sordo al dolore.

“È un sollievo”, ha testimoniato la ballerina étoile Dorothée Gilbert davanti al primo simposio “Danza e salute” organizzato in Francia giovedì e venerdì al Centro nazionale della danza. “Quando si danza su un pavimento troppo duro, il giorno dopo si ha l’impressione di aver ricevuto delle botte su tutto il corpo”.

La Francia “è piuttosto in ritardo su queste questioni”, stima Chantal Lagniau, direttrice della società Harlequin Europe, che ha sostituito i pavimenti dell’Opéra.

Non è un caso che si debba a Benjamin Millepied, la cui carriera si è svolta essenzialmente negli Stati Uniti, la piccola rivoluzione iniziata all’Opéra di Parigi.

Pilates e Gyrotonic faranno il loro ingresso nel venerabile teatro per rinforzare la muscolatura e l’agilità dei ballerini.

Le lesioni, che sono frequenti, saranno sorvegliate. “Attualmente, si vedono dei ballerini che spariscono per tre settimane senza che si sappia che cosa succede”, si è insorto Benjamin Millepied. “Ed è quando ritornano che si fanno male, per mancanza di preparazione”.

L’ex ballerino del New York City Ballet ha chiesto un audit all’americana Michelle Rodriguez. L’ex ballerina, diventata fisiatra, ha un bagaglio di 14 anni d’esperienza presso delle compagnie di danza newyorkesi.

Un luogo dedicato, con una vera e propria squadra medica, vedrà la luce all’Opéra. “Al giorno d’oggi, ognuno fa a modo suo, ci si passa gli indirizzi dei chinesiterapisti”, lancia Dorothée Gilbert.

Tradizione di dolore permanente

A Biarritz, nel 2011, il balletto Malandain ha riunito una squadra specializzata in medicina sportiva. “Dato che proveniamo dal mondo dello sport, siamo rimasti sorpresi dall’assenza di controllo sui danzatori rispetto agli atleti”, ha testimoniato la squadra durante il simposio.

“Esiste una tradizione di dolore permanente nella danza: il dolore è considerato normale. I ballerini vengono con urgenza quando non ne possono più. Tengono duro finché riescono", riassume Aurélie Juret, medico sportivo.

“Sul palcoscenico, il sorriso era di rigore, ma a sipario abbassato si vedevano dei ballerini che agonizzavano dietro le quinte”, racconta il massaggiatore-chinesiterapista della squadra. La squadra osserva che i ballerini respirano male, “danzano in apnea”, cosa che favorisce le infiammazioni. Dei test rivelano dei sistemi cardio-respiratori “paragonabili a quelli di persone che hanno dai 40 ai 60 anni”.

I ballerini sono stati incoraggiati a variare la loro attività fisica per aumentare la loro capacità respiratoria: bicicletta, piscina, ecc. Oggi, il 65% pratica un’attività fisica al di fuori del balletto.

La compagnia Malandain ha inoltre fatto l’investimento di una piscina di crioterapia, che favorisce il rilassamento dopo lo sforzo. “I ballerini l’adorano”. Rimane ancora un importante lavoro da svolgere sull’alimentazione e… sul tabacco. Sì, perché la maggior parte dei ballerini, quando sono sottoposti ad uno stress intenso, fumano.

“L’alimentazione? Zero!” lancia Dorothée Gilbert, ex-petit rat dell’Opéra che, entrata a far parte dell’omonimo balletto nel 2000, è stata nominata étoile nel 2007.

Da allora le cose sono cambiate alla Scuola di danza, dove Elisabeth Platel, direttrice dal 2004, ha introdotto un nutrizionista e un’infermiera in pianta stabile, “cosa che, sorprendentemente, prima non esisteva”.

“All’inizio, passeggiavo nell’atrio mangiando una banana per mostrare che non faceva ingrassare”, ricorda.

Se le scuole nazionali a Londra, Amsterdam, oppure Angers e Marsiglia, hanno integrato la salute nei loro curricoli, “le cose vanno diversamente in certe scuole private, che presentano nei concorsi dei piccoli fenomeni che sappiamo perfettamente che saranno rovinati più tardi”, deplora.